mercoledì 8 giugno 2016

Consigli per la scrittura di Laura Gay: Lezione #23 - IL POV. QUANDO È MEGLIO SOTTINTENDERE.




Non perdete questa lezione di Laura Gay sulla gestione del PUNTO DI VISTA!

 

Lezione 23




L’idea di questo post mi è venuta in mente durante un workshop di scrittura sulla gestione del punto di vista dei personaggi. Ho notato, infatti, che a molti è poco chiara una cosa. Cominciamo con due esempi:

Luca entrò nella stanza. Chiuse la porta alle sue spalle e percorse l’intera sala con energiche falcate, gli occhi penetranti fissi su di lei. Aveva i capelli scompigliati, come se vi avesse infilato le dita più volte. Giulia deglutì intimorita e fece un passo indietro.
«Hai dimenticato qualcosa?»
Lui si avvicinò lentamente. «Sì, questo.» E, presala tra le braccia, calò le labbra sulle sue.

Oppure

Vide Luca entrare nella stanza e chiudere la porta alle sue spalle, poi lo vide percorrere l’intera sala con energiche falcate, gli occhi penetranti fissi su di lei. Notò che aveva i capelli scompigliati, come se vi avesse infilato le dita più volte. Giulia deglutì intimorita e fece un passo indietro.
«Hai dimenticato qualcosa?»
Lo vide avvicinarsi lentamente a lei. «Sì, questo.» Giulia sentì le sue labbra che calavano sulle proprie.

Avete letto attentamente gli esempi? Bene, ora rispondete a due domande: chi è il punto di vista e quale dei due estratti è quello giusto?
Risposta: il punto di vista è quello del personaggio femminile, Giulia. Lo notiamo dal fatto che è lei a riportare al lettore ciò che vede: Luca che entra nella stanza, gli occhi penetranti fissi su di lei, i capelli scompigliati, ecc. È sempre lei il personaggio di cui conosciamo le emozioni: ci viene detto che è intimorita, giusto?
Ma quale delle due versioni è quella giusta? La risposta è semplice: entrambe.
L’unica differenza è che nel primo esempio alcuni verbi sono sottintesi per permettere alla narrazione di risultare più scorrevole. Se ogni volta che il nostro pdv osserva o percepisce un’azione, dovessimo dichiararlo al lettore: lui vide che, lui sentì che, e via di seguito, otterremmo l’unico scopo di appesantire il testo.
Quindi cosa si fa? Si sottintende. Prendiamo la frase: “Luca entrò nella stanza”, è evidente che noi lettori sappiamo che il personaggio è entrato nella stanza, perché Giulia lo ha visto entrare. Viene sottintesa l’espressione: “Vide Luca entrare”.
L’errore ci sarebbe stato se Giulia fosse stata impossibilitata a vederlo. Facciamo l’esempio che lei e Luca, invece di essere l’uno di fronte all’altro, stiano conversando al telefono:

«Ieri ho dimenticato di fare una cosa.» La voce di Luca le giunse forte e chiara attraverso la cornetta.
«Cosa?»
Lui esitò. Si infilò le dita tra i capelli e rispose: «Di baciarti. Ho dimenticato di baciarti fino a toglierti il respiro.»

Dov’è l’errore? Se siamo nel pdv di Giulia e lei non può vedere Luca, perché sono al telefono, come fa a sapere che si è infilato le dita tra i capelli? Questo è l’errore. Ma sottintendere i verbi “vide”, “sentì”, “ascoltò” e via dicendo non è un errore. È un espediente per rendere il testo più fluido. Quindi è consigliato, anche se non obbligatorio.
Ricordiamo una cosa: le continue ripetizioni in un testo sono dannosissime. Rallentano, rendono la storia farraginosa, pesante. Una volta mi è capitato sottomano il manoscritto di un’autrice che, ogni volta che qualcuno compiva un’azione scriveva: cominciò a dire, cominciò ad avvicinarsi, cominciò a rispondere… alla fine avrei preso il testo e lo avrei gettato contro un muro. In questo caso, sarebbe stato molto meglio scrivere direttamente: disse, si avvicinò, rispose. Non vi pare? L’espressione “cominciare a” usiamola se vogliamo sottolineare un’azione che inizia in quel preciso momento, ma non per l’intero romanzo. Altrimenti il lettore impazzirà.
È tutto chiaro? Ci sono domande? Se avete dubbi, come al solito scrivetelo nei commenti. Alla prossima!


NB.: Se avete delle domande commentate la Lezione e Laura vi darà delucidazioni! 


Lezioni:
Lezione 1: La grammatica
Lezione 2: L'infodump
Lezione 4: Le descrizioni
Lezione 5: Il punto di vista
Lezione 6: Ritmo e velocità
Lezione 8: I personaggi 
Lezione 10: L'arco di trasformazione dei personaggi
Lezione 11: Le cinque fasi di elaborazione del dolore
Lezione 12: I personaggi secondari
Lezione 13: I dialoghi
Lezione 14: Dialoghi - Il verbo dire 
Lezione 15: Errori comuni, come evitarli
Lezione 16: Conoscere i generi letterari
Lezione 17: Suggerimenti per creare una storia
Lezione 18: Risvegliare l'interesse del lettore
Lezione 19: Scrivere di ciò che si conosce. Ma anche no.
Lezione 20: Il discorso indiretto: quando usarlo? 
Lezione 21: Dialoghi: cosa evitare  
Lezione 22: Dialoghi: la punteggiatura.
Lezione 23:  IL POV. QUANDO È MEGLIO SOTTINTENDERE. 
+ a seguire




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